18-05-2012 Two Moons ON Air su Rock Revolution

Two Moons intervista su Rock Revolution.
Rock Revolution è un programma radiofonico che va in onda in diretta tutti i venerdì dalle 21:40 su CRM Happy Radio sulla frequenza 101.4 FM (provincia di Palermo e Messina), on-line in streaming audio, su www.rockrevolution.it.

 

ASCENSION MAGAZINE Recensione (COLORS)

Bello e coinvolgente l’esordio su fulllength dei Two Moons, band italiana proveniente da Bologna composta da Emilio Mucciga (vocals), Giuseppe Taibi (basso, chitarre, samplers),

Vincenzo Brucculeri (chitarra e samplers) e Angelo Argento (batteria).

L’album, che segue l’EP “The First Moon” del 2009, non ha nulla di italiano in realtà: liriche in inglese e umori e suoni decisamente darkwave, post-punk e synth “oriented”. Ogni brano è una lezione mandata a memoria perfettamente e un esempio ideale di come si possano creare dei piccoli, brillanti pezzi di oreficeria in musica. I Two Moons sono posseduti da un “demone wave” che domina la loro creatività e questo album è come un castello dove si agitano gli spettri di Editors, New Order, Chameleons, Sisters Of Mercy, Cure, Bauhaus,The Sound, Nick Cave… Il risultato è notevole e “accattivante”, perché il disco scorre in maniera piacevole e tutte le canzoni (pur senza ”straordinari” colpi di genio e con ancora qualche particolare da rifinire) si rivelano di ottimo livello e ci sollecitano ad ascoltarle più volte.

Dall’iniziale “Stars”,splendida ballata dal suono siderale e dal romantico “mood” (dove sembra di incontrare i volti, tra loro sconosciuti, di Japan, Editors e John Foxx) alla “sulfurea”, ruvida e furiosa “In The City” (caratterizzata come altri brani da sonorità elettroniche e da un potente “beat 80′s”), dalla suggestiva e incalzante “Labyrinth” alla sognante ed evocativa cavalcata della title-track passando per la magnifica e “ombrosa” collaborazione con Francesca Bono degli Opheliadorme per “Moon That Watches Me” alla impressionante sicurezza che si manifesta nello “spleen epico” di ”Nothing” (in equilibrio tra Joy Division e U2) o nell’estetico e sinuoso “declino wave” della “torch song” marziale, incessante e calda, “Automatic Smile”.

VERSACRUM (COLORS)

Il secondo lavoro, primo sulla distanza lunga, dei bolognesi Two Moons si apre con gradevolissima “Stars”, piece dall’umore vagamente popedelico che richiama nel suo incedere ondivago l’operato di band italiche devote al verbo ottantiano più elettronico, ma lo svolgimento di Colors rappresenta una rilettura più ampia di quanto prodotto negli ultimi decenni da insiemi di più composita genia. “In the city” giuoca con i chiaro-scuri cari ai Bauhaus, mantenendosi a debita distanza da qualsiasi scivolamento in ambito goth, prediligendo invece percorsi più snelli, circa a la Clan Of Xymox. La title-track sorregge da sola l’impalcatura concettuale del disco, dimostrandosi una competente interpretazione del verbo pop virato seppia (anche la voce, altrimenti monocorde, si dimostra elemento perfettamente calato nel mood del brano), la presenza dell’ospite Francesca Bono in “Moon that watches me” ingentilisce il brano, “Automatic smile” percorre vicoli ammantati dal buio, “Nothing” è capitolo decisamente cupo e claustrofobico, basato su un’elettronica alienante, seguita da una “The well” che ne amplifica il portato, conchiudendo poi il lavoro intiero il sinistro arpeggiare di “To run”, ancora nero per un disco che sovente cela la varietà cromatica richiamata dal titolo sotto una coltre di pece (la cover è davvero inquietante!). Da perfezionare ancora al formula, permanendo ancora delle indecisioni, Two Moons entrano comunque a pieno titolo nella comunità wave italiana, che negli ultimissimi anni ci ha riservato più d’una soddisfazione.

 

di Hadrianus, 1 maggio 2012

http://www.versacrum.com/vs/2012/05/two-moons-colors.html

 

Presentato il nuovo Video “Nothing”

nothing

Il nuovo video dei Two Moons “Nothing” è tratto dal film animazione di David T. Krupicz “Archo Defender”.

Una collaborazione tra Two Moons e David T. Krupic che si prefigge di far conoscere in Italia uno dei più bei film d’animazione degli ultimi anni,  oltre a portare la musica dei Two Moons oltreoceano.

indie-eye.it Recensione (COLORS)

Dopo il mini The first moonTwo Moonsriconfermano orgogliosamente lo straordinario anacronismo del loro suono che è omaggio sentito ed appassionato al post-punk oscuro delle origini.
E’, quindi, un florilegio di Joy Division e Bauhaus (nella voce e nelle strutture armoniche); New Order,Depeche Mode Sisters of Mercy (nelle linee di basso essenziali e dirette o nei ritmi sintetici, giacchè l’elemento elettronico si è fatto nel tempo sempre più spazio nell’economia del gruppo); Psychedelic FursEcho & the Bunnyman Cult (nella visione psichedelica calata in un immaginario lugubre). Per non dire che, in brani come la conclusiva To run, la crasi tra anima britannica e mediterranea, lo scontro tra fonetiche ed accenti, tra immagine e suono, conduce idealmente ai Neon o ai primissimi Litfiba o agli altrettanto primissimi Kirlian Camerao ai seminali Militia, laddove il post-punk diveniva new wave e siglava, aldilà di comprensibili ingenuità e caos ideologici (o forse proprio per questo), uno dei periodi più avvincenti dell’indie nostrano. Ma non è passatismo da veterani fuori dal tempo il loro (e ad ogni modo, avrebbe comunque intento nobile) ed è chiaro già dall’incipit diStars, dove a manifestarsi sono proprio i New Order di Technique, che guardano aBowie ma da dentro un club off del 2012.

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